Referendum: Stefano Caldoro, anche la Campania con il Sud a tavolo Governo

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“Nessuna paura del voto referendario, zero demagogia. Ma serve fare e fare presto. Soprattutto al Sud”.
Così all’ANSA Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra nel Consiglio regionale ed ex governatore, sul voto referendario e sul dibattito che è seguito.

“Non bisogna sottovalutare la portata del voto, la volontà dei cittadini. A questo punto – dice – dal Sud è necessario che arrivi una reazione uguale e contraria. Il Sud resta isolato e penalizzato se non gioca questa partita. Adesso Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna inizieranno un confronto con il Governo. Al tavolo, ora, anche le regioni del Sud, Campania in testa”.
“Zaia e Maroni – aggiunge – sono due bravi presidenti, fanno gli interessi dei loro cittadini. E’ la classe dirigente del Sud che deve svegliarsi”. “Il Consiglio dia un segnale. Subito, in Aula, la legge sul referendum che ho presentato con con Forza Italia. L’immobilismo rischia di ucciderci”.

“Occorre ristabilire, ed è la battaglia da fare con il Governo, un principio di equità, garantito dalla Costituzione, che va stabilito su almeno tre grandi capitoli. #Sanità#welfare e #trasportopubblico locale. Più Stato al Sud e meno Stato al Nord. Per questo la proposta che ho presentato oltre alle materie concorrenti elencate dall’art. 117 prevede anche la possibilità di avviare il processo delle #macroregioni con la costituzione di organi comuni per le funzioni delegate, per esempio il ciclo integrato delle acque. Cosi per il principio di sussidiarietà, articolo 118, la perequazione, articolo 119 ed i poteri sostitutivi del Governo disciplinati dall’articolo 120″.

“C’è un paradosso: il voto lombardo e veneto può essere – sottolinea – un boomerang per il Nord, perché sull’autonomia offre al Sud una sponda per aprire una discussione sui ritardi che scontiamo. Ma a patto che il Sud accetti la sfida. Adesso, con coraggio e rilanciando. Idee chiare, capacità di governo”.

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