Aldo Moro: Mocerino, la lezione dello Statista dc è modernità. Oggi si trovi strumento per il rinnovamento

“Oggi cade il 40esimo anniversario della strage di Via Fani e del rapimento di Aldo Moro ed è in questa occasione che inizio il mio personale percorso in questa comunità, perché egli rappresenta la mia storia politica e soprattutto perchè rileggendolo sono sempre più convinto che non ci sia nulla di più attuale della sua visione politica”. Così Carmine Mocerino, presidente della Commissione regionale Anticamorra e beni confiscati della Campania, sui social network.  

“Egli è stato – dice – molto più delle cariche che ha ricoperto, è stato tante cose. È stato l’ uomo del ‘compromesso storico’ che oggi sui social verrebbe bollato come ‘inciucio’ per dare del compromesso un immagine deteriore mentre invece deriva da “cum promittere” che vuol dire promettere insieme”.

“Che cosa c’è in politica di più alto? Questa è l’operazione che Moro realizzò nella Costituente, ma attenzione egli non intendeva – ricorda che Mocerino che al netto della attività istituzionale e referente regionale dell’Udc- il ‘compromesso’ come una somma di partiti finalizzata alla gestione del potere bensì come dice bene Biagio De Giovanni una sintesi, un compromesso appunto, tra libertà e bisogni collettivi”.

“Aldo Moro ci indicava un metodo attuale ancora oggi. In questi giorni nel Paese si discute di somme di partiti o di gruppi parlamentari mentre invece bisognerebbe comprendere che vi è un forte desiderio di cambiamento e la vera sfida è riuscire a trovare lo strumento in grado di produrlo. Pr quanto mi riguarda credo che lo strumento sia la buona amministrazione, la responsabilità istituzionale, la serietà” conclude.

 

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